
Il nostro ora è tempo cristallizzato ci muoviamo mantenendo alto il livello di attesa, non si scherza,
i giochi sono rimandati e la data la sappiamo benissimo entrambi.
Eppure c’è desiderio della tua pelle da dipingere, da masticare e leccare.
Pelle che mi parla, cicatrici che hanno un nome e una storia, il passato lo abbiamo tutti il tuo non mi spaventa e lo sai bene.
Mi distinguo e non è un problema farlo.
Il tuo odore rimane a farmi compagnia tra i riccioli dei capelli torna a sorpresa nei momenti più vari, accompagna ricordi e suoni.
La tua voce che si fa sospiro mi eccita, si muove e muta lungo la linea del dolore.
Il controllo costante dei tuoi occhi che si fanno rossi e la voglia di sfida la sento crescerti dentro, placcata e soffocata da me non la lascio libera di crescere, non è il mio gioco.
Aspettiamo in questo tempo sospeso, decideremo il modo migliore di riconoscerci.
Ma tu sai cosa voglio…
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