Mi muovo in una notte dal traffico lento, la meta è entrare nel tuo mondo .
Non ti do modo di preparare la scena cogliendo così disordine e uno specchio rotto.
Osservo indizi di te e di chi è passato, non pongo domande.
Comoda in una mise casalinga di cose tue, calzini grigi e scherzo su piccoli punti deboli.
Nulle le distanze tra noi.
Nessuna corda a impedirti i movimenti ma sono morsi e unghie taglienti a tenerti sotto, è il desiderio di sentire il mio piacere che scorre liquido e lento scivola sulla tua gamba,
-lo senti che effetto mi fa farti male-
Non puoi rispondere, una mano a stringere il collo e a rubarti la voce, un bacio a restituirti aria.
Desideri darmi di più vuoi vedere i miei occhi illuminarsi della gioia di un dono.
Una lunga bacchetta in midollino passa dalle tue alle mie mani,uno strumento cattivo in mano mia è un ottimo modo per dirmi quanto ti fidi.
Ed io che del tuo dolore conosco così poco mi muovo entro limiti che non hai dato.
Il collo cinghiato e il tuo corpo,su una nuovola di rose azzurre, attende.
Ombre in movimento scorrono sulla pelle bianca, la musica sono i respiri concenrati di emozioni.
Dirigo battedo sul corpo, i muscoli regiscono al ritmo contraendosi ed è una danza di guerra, pugni chiusi sul materaso e le spalle si alzano per chiudersi e poi distendersi mentre il colpo lascia lunghe strisce rossse, aspetto che il dolore diventi onda di calore sulla tua pelle e tra le mie gambe.
E poi…
E poi il piacere, il mio, bevuto dalle tue labbra…
Il tuo, imposto dalla mia voglia di stringere e schiacciare, guardare il tuo movimento e infierire con lame che artigliano la carne.
E poi…
E poi è richiesta di sapere una vita, la tua.
Ed è una storia in cui anche i silenzi mi parlano.
E poi..
E poi è pelle su pelle, lasciandoci avvolgere dal calore scivoliamo nel sonno.
Ed è già mattina
1 commento:
:) sempre splendida
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