martedì 31 agosto 2010

tetris...




Week end in cui gli eventi s’incastrano come la miglior partita di tetris.

Arrivo con una valigia carica di me…

Il tuo mondo si fa a mia misura mentre il mio viaggia in un universo parallelo, mi vedi nella veste peggiore e non giudichi, se così non fosse sarebbe impossibile essere qui.

Questo inizio è diverso lo sappiamo e lo vogliamo entrambi, il collare per la prima volta è chiuso da un piccolo e forte lucchetto, non è solo rito è un legame di cui io tengo la chiave.

Lascio che ti prenda cura del mio corpo e sono sapienti mani a rendere il mio sesso più bello, concentrato e delicato passi la lama, sai che ogni goccia di sangue sarà pagata cento volte dal tuo, rimiro l’ottimo lavoro che hai fatto e concedo il dono di altre cure…

Ora è spumeggiante acqua di seta che ci circonda, atmosfera soffusa da calde fiammelle, la mia musica che discreta accompagna questa notte e un bicchiere che ci segue per le stanze, avvolgente vino rosso che passa dalle nostre bocche... ne fai scendere un rivolo da dietro il mio orecchio, segue la linea del collo e hai tuoi occhi è come taglio sanguinante da lenire con le labbra.

Proseguono i giochi e mentre sei alle mie spalle che massaggi e lavi io lascio che tu possa sentire la mia di acqua che vischiosa ti avviluppa le dita…

Un guinzaglio che copre quel passo che deve essere sempre poco dietro di me, mi segui ed è una danza di lunghe catene, ti avvolgono crudeli, anelli che segnano, stringono e pizzicano la carne là dove è più debole. Questo è quello che porto dalla mia di valigia mentre da te ricevo la spinta ad andare oltre, in modalità di dolore a me nuove, la possibilità di colpire forte e decisa le tue parti più intime, imparare a dosare sapientemente il colpo, precisione assoluta e nessuna possibilità di errore.

Quel dolore che sai esprimere forte è ambrosia di cui mi nutro e ti rendo sotto forma di caldo e dolce piacere da bere, soglie di dolore che imparo a conoscere le tratto con cura ogni porta avrà il suo tempo per essere aperta.

Comincia a mostrarsi quel sentiero che è Noi, una strada da fare insieme, nessuna rincorsa, apprendiamo mondi nuovi uno dall’altro ed io riscopro il piacere di parole troppe volte date per scontate.

Sento tornare quel piacere che per me vuol dire Dominio.

sabato 14 agosto 2010

lampi



Il nostro ora è tempo cristallizzato ci muoviamo mantenendo alto il livello di attesa, non si scherza,

i giochi sono rimandati e la data la sappiamo benissimo entrambi.

Eppure c’è desiderio della tua pelle da dipingere, da masticare e leccare.

Pelle che mi parla, cicatrici che hanno un nome e una storia, il passato lo abbiamo tutti il tuo non mi spaventa e lo sai bene.

Mi distinguo e non è un problema farlo.

Il tuo odore rimane a farmi compagnia tra i riccioli dei capelli torna a sorpresa nei momenti più vari, accompagna ricordi e suoni.

La tua voce che si fa sospiro mi eccita, si muove e muta lungo la linea del dolore.

Il controllo costante dei tuoi occhi che si fanno rossi e la voglia di sfida la sento crescerti dentro, placcata e soffocata da me non la lascio libera di crescere, non è il mio gioco.

Aspettiamo in questo tempo sospeso, decideremo il modo migliore di riconoscerci.

Ma tu sai cosa voglio…

lunedì 2 agosto 2010

fiamma ad onde lunghe...

Mi muovo in una notte dal traffico lento, la meta è entrare nel tuo mondo .

Non ti do modo di preparare la scena cogliendo così disordine e uno specchio rotto.

Osservo indizi di te e di chi è passato, non pongo domande.

Comoda in una mise casalinga di cose tue, calzini grigi e scherzo su piccoli punti deboli.

Nulle le distanze tra noi.

Nessuna corda a impedirti i movimenti ma sono morsi e unghie taglienti a tenerti sotto, è il desiderio di sentire il mio piacere che scorre liquido e lento scivola sulla tua gamba,

-lo senti che effetto mi fa farti male-

Non puoi rispondere, una mano a stringere il collo e a rubarti la voce, un bacio a restituirti aria.

Desideri darmi di più vuoi vedere i miei occhi illuminarsi della gioia di un dono.

Una lunga bacchetta in midollino passa dalle tue alle mie mani,uno strumento cattivo in mano mia è un ottimo modo per dirmi quanto ti fidi.

Ed io che del tuo dolore conosco così poco mi muovo entro limiti che non hai dato.

Il collo cinghiato e il tuo corpo,su una nuovola di rose azzurre, attende.

Ombre in movimento scorrono sulla pelle bianca, la musica sono i respiri concenrati di emozioni.

Dirigo battedo sul corpo, i muscoli regiscono al ritmo contraendosi ed è una danza di guerra, pugni chiusi sul materaso e le spalle si alzano per chiudersi e poi distendersi mentre il colpo lascia lunghe strisce rossse, aspetto che il dolore diventi onda di calore sulla tua pelle e tra le mie gambe.

E poi…

E poi il piacere, il mio, bevuto dalle tue labbra…

Il tuo, imposto dalla mia voglia di stringere e schiacciare, guardare il tuo movimento e infierire con lame che artigliano la carne.

E poi…

E poi è richiesta di sapere una vita, la tua.

Ed è una storia in cui anche i silenzi mi parlano.

E poi..

E poi è pelle su pelle, lasciandoci avvolgere dal calore scivoliamo nel sonno.

Ed è già mattina