
E con passo in sincrono scendiamo le scale per entrare in un nuovo mondo, spazio ancora da costruire ma la nostra fantasia ha già attrezzato ogni cosa, ti si svelano i miei gusti crudeli mentre eseguiamo prove perchè il tutto sia godibile nella più assoluta sicurezza.
Luogo che dovrà attendere e intanto siamo insieme a scaldare i nostri corpi, la pelle ha una memoria e la mia non può scordare nemmeno una delle mille carezze da te ricevute e la tua sotto gli artigli e i denti ricorderà il piacevole dolore del mio sadico desiderio.
Desideri, desideri…
Dolce tortura del mio sesso caldo, gocciolante che con costanza inesorabile continuo a strusciare su te, sulla tua continua eccitazione, sulle piccole ferite che bruciano…
Polsi legati e sorrido mentre ti dibatti e sospiri per quel piacere che non ti permetto di raggiungere, bloccato sulla soglia ti nego l’accesso.
Non supplichi ancora ma cerchi il baratto della tua carne per un poco di sollievo, anche solo una goccia di quel liquido piacere per una mente che si avvia fino alla follia.
Ti concedo baci ardenti che tenti di trattenere, anche legato il piccolo bastardo si fa sentire, mi divincolo dalla stretta e il mio sguardo è più chiaro di ogni minaccia.
Il frustino in mano che si abbatte sulla carne ti fa urlare, le gambe si marchiano così come il torace, poi è paura quando avvicino la lingua del frustino all’interno coscia, non ti risparmio niente…
Fino ad oggi la mia è sempre stata una dolce furia, dolore che passa dalla pelle per fluire in piacere tra noi.
Lo senti quel piacere quando finalmente mi prendo ciò che è mio di diritto, hai imparato a farti cavalcare seguendo la mia andatura, percorriamo insieme un labirinto che mi porta a godere e non basta il primo passaggio in paradiso.
Continuo a cavalcare l’onda che si trasforma in tzunami quando esplode sulle rive del tuo corpo ancora una volta e poi un altra…
Stravolti, ma non sazi me ne frego delle posizioni, sciolgo i polsi e ti attiro ancora, annega il tuo piacere nel mio segui la voce che dolcemente ti rende altro, nessuna parola intacca il tuo essere uomo pur vestendoti di femminili articoli, sei troia che gode e finalmente mi raggiungi in quell’angolo di paradiso in cui ti aspetto, per me è la quarta volta e il pomeriggio ha ancora tempo da usare.
Distrutti ci rifocilliamo con una merenda che ha il sapore di quando eravamo piccoli, parlando scopriamo immagini e percorsi comuni su come la mente e il corpo si combinano quando raggiungiamo l’orgasmo è scoperta continua di noi e di nuovi giochi per te.
Sono una donna cui piace sperimentare, dire proviamo e farlo insieme, quando invece decido, non lascio spazio di contrattazione è sempre buona la prima.
Oggi ho voglia di provare funamboliche acrobazie da compiere sul tuo corpo, il primo passo è il più difficile, devi abituarti al peso del mio corpo in piedi sul tuo torace, non ti risparmio la pressione sulla gola e nemmeno il sentire del mio piede che schiaccia sulla testa.
Lo sforzo non è minore mentre passeggio dalla schiena ai glutei sorridono i nostri volti e la voglia scivola densa…
La quinta volta è desiderio che scava, le tue dita diventano droga per il mio corpo e fulminea arriva la scarica, raccogli il piacere a coppa nelle mani e mi asciughi delicato.
Il pomeriggio regala ultimi attimi di gioiosa scoperta e il mio trascinarti tenendoti per il collare verso il bagno non ha bisogno di ulteriori spiegazioni.
E come sempre è un modo nostro di fare le cose, ancora sposto i significati e i gesti già fatti su altri piani, creo quello che oggi con te voglio trasmettere.
È marchio d’appartenenza è vero, ma il tenerti seduto sul bordo della vasca, con me a cavalcioni, rende quel passaggio di pioggia calda dal mio sesso a bagnare il tuo un rito di affetto, di appartenenza reciproca che marchia entrambi.
Questo ho voluto a conclusione di un pomeriggio perfetto.